Arrivano le birre dei monaci della cascinazza. Beati voi!

18 febbraio 2014

La notizia merita un brindisi: l’accordo è fatto e Birrodromo distribuirà le birre della Cascinazza, le prime – vere – birre d’abbazia italiane, interamente prodotte all’interno della comunità dei Santi Pietro e Paolo alla Cascinazza, a sud di Milano.La storia del birrificio parte da lontano. Il monastero esiste dal 1971 e da sempre si è posto il problema di svolgere qualche attività che garantisse la sopravvivenza dei monaci e il rispetto della rigida regola benedettina: negli anni si sono alternati lavori agricoli e piccole produzioni artigianali, che però – a causa dei prezzi di mercato e delle politiche agricole non sempre favorevoli – non erano mai sufficienti.

Birre dei monaci della CascinazzaPoi, nel 2004, la folgorazione: “Ma scusate, da che mondo è mondo i monaci benedettini fanno la birra”, suggerisce un amico. Si parte: fra i monaci vengono scelti due mastri birrai che naturalmente vengono subito inviati in Belgio per un soggiorno di studio presso i confratelli e maestri della storica abbazia benedettina di Westvleteren, le cui tre birre sono ai vertici delle classifiche mondiali. Ma l’opera di preparazione continua anche in Italia, attraverso numerosi incontri con le star italiane del settore: birrai, gourmet, giornalisti, che ben volentieri visitano questa felice anomalia italiana e dispensano qualche consiglio.I monaci della Cascinazza sono lenti (il loro ritmo non è quello della città, vicina nello spazio ma lontanissima nell’atmosfera), ma inesorabili. Nel 2008 l’impianto (un gioiellino, a detta non solo nostra ma anche di alcune brew-star che lo hanno visitato) è pronto. E nascono le prime due birre, la Amber e la Bruin, cui più tardi si aggiunge la Blond, tutte in stile belga (ma va?).

La Blond, ultima nata, ha 5,2° ed è una birra da tutto pasto fresca e dissetante, nella quale i sentori floreali ed agrumati dati dai luppoli sono ben bilanciati dal “rotondo” del malto: si abbina felicemente agli antipasti, alla pizza, ai cibi delicati. Il critico Paolo Massobrio la consiglia in particolare con piatti a base di pesce azzurro.

Con la Amber si sale a 6,4° di tenore alcolico e i profumi si fanno più robusti e più spostati verso il malto: al naso si avverte miele, scorza d’arancia, bergamotto, spezie e crosta di pane. Gli abbinamenti ideali sono con secondi piatti a base di carne, abbastanza saporiti: Massobrio, che giudica questa birra la migliore del birrificio, la consiglia con pollo al curry e con hamburger di qualità.

Infine la Bruin, una birra più “invernale” (e su questo concetto non insisteremo mai abbastanza), intensa, pastosa. Il tenore alcolico è di 8°, ma la forza dell’alcol non disturba grazie alla grande ricchezza di aromi: note tostate e di malto caramello, uva passa, prugna california, rum e vino passito, il tutto tenuto a bada da una luppolatura leggera che controbilancia efficacemente le note dolci prevalenti. Regge abbinamenti importanti: formaggi saporiti (come il Gorgonzola), carni cucinate, pesci “grassi” (salmone affumicato, baccalà alla vicentina) e naturalmente cioccolato fondente!Birre dei monaci della Cascinazza

Dove trovarla? Stiamo stipulando i primi accordi, vi faremo sapere molto presto. Avvertenza importante: i monaci producono la birra per coprire le loro esigenze di sostentamento. Questo significa che le quantità sono tutt’altro che illimitate: ragione di più per tenere d’occhio queste pagine. Amen.