le birre da bere adesso che fa caldo

26 giugno 2014

È ufficiale, dal 21 giugno siamo in estate. “E quindi?”, direte voi. E quindi si beve ancora più birra, no?

Ricorderete certamente, se ci seguite con passione, un post su questo sito nel quale contestavamo in modo vibrato l’idea diffusa che la birra fosse una bevanda tipicamente o addirittura esclusivamente estiva. No: ci sono birre ottime per la stagione fredda, potenti, rotonde, alcoliche. Così come ci sono – eccome! – birre particolarmente adatta al periodo caldo.

Che birre sono? Sono – in generale – birre con una gradazione alcolica non elevata (diciamo che arrivano al 5% circa di tenore alcolico), dal gusto fresco, spesso con una componente acidula che aumenta la sensazione di fresco, oppure amara, raramente dolce.

Qualche esempio? Si parte.

La prima tappa è il Belgio, da cui non vengono solo le potenti Dubbel e Trippel d’abbazia, ma anche le fresche Blanche, che impiegano frumento e sono aromatizzate con scorza d’arancia e coriandolo. Qualche suggerimento? Impossibile non pensare alla Monflower, del Birrificio Civale, una originalissima “Italian blanche” prodotta con malti d’orzo italiani, segale e frumento piemontesi e un elegante mix di spezie e fiori del Monferrato: una birra complessa e allo stesso tempo facile da bere. Oppure alle due “sorelline” prodotte dal Birrificio Rurale: la Seta (migliore nella sua categoria al premio Birra dell’anno 2014) e la Seta Special, che alla scorza di arancia amara sostituisce quella di bergamotto italiano.

Restiamo nello stesso mood birrario, ma spostiamoci di qualche chilometro. Il corrispettivo tedesco della blanche si chiama Weizen (cioè birra di frumento), oppure Weiss (cioè bianca): i due termini tedeschi sono così simili che è davvero facile fare confusione. Meno male che il risultato è sostanzialmente lo stesso una birra che contiene frumento e quindi ha un colore chiaro e velato. Il Birrificio Doppio Malto produce da tempo la Brass Weiss e recentemente ne ha fatta una grossa: ha prodotto la Pomelo Weiss, nel cui mosto viene aggiunto pompelmo, che si sposa bene ai sentori fruttati e “bananosi” tipici del frumento. Interessante anche l’interpretazione dello stile da parte del birrificio Stradaregina: si chiama Weizen-Hop ed è una Weizen cui vengono aggiunti luppoli americani e neozelandesi, particolarmente profumati. Da provare.

Anche le Lager e le Pils, di origine rispettivamente tedesca e ceca, sono ottime in estate con il loro gusto dominato dall’amaro. In questo stile non si può ovviamente dimenticare la Via Emilia (Birrificio del Ducato), per molti la migliore pils italiana, con il suo gusto floreale ed erbaceo è dato dal pregiato luppolo di Tettnang, in Germania. Oppure la Bionda del Leone (Birrificio Sant’Andrea), dove a farla da padrone è il luppolo Saaz.

Ma la vera moda del momento sono le birre molto luppolate in stile anglo-americano, giusto? Birre che di norma, però, sono piuttosto alcoliche e poco adatte ai caldi estivi. E allora, eccola la soluzione: le “Summer Ipa”, o – comunque le si voglia chiamare – le birre con tanto luppolo e poco alcool. Come la Hop Art del Rurale, prodotta ogni anno con i migliori luppoli trovati sul mercato inglese, la Horus di Civale, gioiellino da soli 4,5% ma con i tipici sentori di agrumi dei luppoli americani Citra e Cascade; o ancora la Summer Ale del Birrificio Stradaregina, una American Pale Ale da 4,5% di tenore alcolico.

O, ancora, la birra più semplice (ma in realtà più difficile da trovare): la classica Bitter da pub inglese, da berne a volontà. Come la raffinata Bitter Ale di Ducato, tutta prodotta con materie prime inglesi, o la Attila del Birrificio BQ.

Ancora non vi basta? Andate avanti voi: il mondo è pieno di buonissime birre fresche e dissetanti. E fateci sapere, eh?