Le birre da bere finché fa freddo!

18 febbraio 2014

“La birra artigianale? Certo, ci interessa. Magari ne riparliamo quando fa un po’ più caldo, tanto in inverno la birra…”.

Eh, no. Scusate se torniamo su un tema già trattato, ma solo nelle ultime settimane ci è capitato di sentire questa frase almeno un paio di volte, e da parte di bravi ristoratori e commercianti milanesi, non di gestori del bagno Solosole a Rimini (ammesso che esista, e naturalmente senza offesa, anzi!).

le migliori birre invernali
Quello che vogliamo dire è che esiste un curioso pregiudizio secondo cui la birra sarebbe una bevanda estiva. Ma scusate, proviamo a ragionare un po’: da dove viene la birra, per come la conosciamo oggi? Dal mondo tedesco-ceco, dal Belgio, dall’Inghilterra. Tutti posti dove notoriamente fa caldissimo ed è estate tutto l’anno? E poi: mai sentito parlare di birre di Natale? Birre che – nei suddetti Paesi – vengono storicamente prodotte per essere bevute solo nel pieno dell’inverno e che poi scompaiono dagli scaffali e delle spine?

Certo, ci sono birre fresche e beverine adattissime all’estate: le Pils, secche e pulite, non troppo alcoliche; alcune Bitter inglesi, con gradazioni sotto i 4 gradi, fatte apposta per poterne bere in quantità, come piace agli Inglesi; le Saison, nate proprio per la stagione estiva; la Blanche e le Weiss… Insomma, ci torneremo sopra. Ma resta il fatto che il momento ideale per bere birra, specie se di qualità e abbinata al cibo, è proprio l’inverno. Qualche esempio?

Le stesse Pils e le Lager provengono da Paesi dove fa spesso freddo e a tavola la carne di maiale insaccata non manca mai (pensate ai wurstel, in tutte le loro versioni), quindi sono perfette anche con i nostri salumi: antipasti di salame, gnocco fritto con prosciutto e culatello, cotechini (piatto invernale, no?). Tanto è vero che la Via Emilia (di Birrificio del Ducato), una delle migliori Pils al mondo, è nata dichiaratamente con l’intento di abbinarsi ai salumi emiliani.

Un’altra idea: le birre luppolate di stile anglo-americano che vanno tanto di moda, cioè le Ipa (India Pale Ale) e le loro parenti più muscolose come le Double Ipa, Imperial Ipa e le Apa (American Pale Ale) si accompagnano – secondo l’autorevole Brewers Association – non solo a piatti speziati (pollo e maiale al curry, carni affumicate) ma soprattutto a tutti i formaggi erborinati, cioè quelli blu come il nostro Gorgonzola, lo Stilton, il Roquefort. Abbinateli con una Lumina (Birrificio Civale), una Blitz Double Apa (Birrificio Sant’Andrea) o una Machete Double Ipa (Birrificio del Ducato) e poi ci sapete dire chi ha vinto.

Ma sono soprattutto le birre in stile belga – di abbazia e non – a dare il meglio di sé in inverno: un po’ per il tenore alcolico mediamente elevato (una dubbel si aggira sui 6,5°, una trippel anche di più) un po’ per il gusto morbido, rotondo, quasi dolce: come accade per un vino rosso invecchiato, si tratta di birre che vanno bevute quando fuori fa freddo, abbinate a cibi grassi (selvaggina, volatili), saporiti (carni stufate e cotte a lungo, formaggi invecchiati), ma anche con dolci speziati e con il cioccolato. Vi sembrano piatti estivi? Affrettatevi, finché fa freddo, a fare la prova con una Winterlude (fate caso al nome, già che ci siete!) di Ducato, con una Trippel (Birrificio Stradaregina) o con una Bruin della Cascinazza (recente ingresso fra i prodotti distribuiti da Birrodromo).

E allora, una semplice domanda finale: perché in molti si sono fatti l’idea che la birra si beva solo d’estate? Non sarà – per caso – a causa di decenni di pubblicità di (pessime) birre commerciali in cui abbondano ghiaccio e bicchieri resi opachi dal gelo? La spiegazione c’è, ovviamente: se bevete una cattiva birra a temperatura pressoché anestetizzante non scoprirete che non sa di niente!